Diretta

Ca' Maitino

Uscendo dalla Chiesa Parrocchiale e incamminandosi lungo la strada che sale sulla sinistra, si giunge alla prima casa costruita dai Roncalli, risalente al XV secolo, quando la famiglia si trasferì a Sotto il Monte.

Dal 1925 al 1958, Angelo Roncalli, prima di divenire Papa Giovanni XXIII, vi fece ritorno anno dopo anno per passarvi le ferie estive, affittando alcune delle stanze dai proprietari, i baroni Scotti-Guffanti. Per 33 anni, pagò puntualmente l’affitto, assumendo a suo carico anche le spese delle necessarie ristrutturazioni.

Ogni stanza di Ca’ Maitino è un modello del gusto di San Giovanni XXIII, che si incaricò della progettazione degli interni, arredò l’ambiente con i mobili ereditati dal Vescovo Radini Tedeschi e lo arricchì progressivamente con i doni e i ricordi della sua ricca esperienza.

Nella piccola cappella interna a Ca’ Maitino, affida al Cristo Buon Pastore la Chiesa, il Papa, i Vescovi, i sacerdoti e consacrati. Prega in modo particolare per le vocazioni sacerdotali e religiose. Affinché non manchi mai in questo prezioso mistero.
In questa casa, affettuosamente chiamata “il mio dolce nido”, il futuro pontefice ricavò un ufficio personale dove lavorava alla stesura dei discorsi e delle relazioni che avrebbe poi dovuto presentare a Roma, rendicontando le proprie missioni diplomatiche. Ca’ Maitino era sicuramente il luogo-rifugio, lontano dal frastuono del mondo, dai conflitti e dai problemi che inevitabilmente facevano parte della sua scelta sacerdotale; qui ritrovava la serenità genuina dell’infanzia, i volti cari delle sorelle Ancilla e Maria e della mamma che, rimasta vedova nel 1935, visse qui con loro, assistita fino alla morte (1939).

Nel corso degli anni, Ca’ Maitino venne arricchita con nuovi oggetti e documenti, diventando gradualmente “la casa dei ricordi”. Quando Roncalli fu eletto pontefice, la villa gli fu donata ed egli, alla propria morte, la cedette al suo segretario, Mons. Loris Capovilla, che vi abitò dal 1989 al 2016, anno della sua morte. È a lui che si deve la trasformazione della villa in un Museo, un suggestivo percorso espositivo che conserva e valorizza un’importante collezione di testimonianze e cimeli appartenuti al pontefice bergamasco.

All’interno delle sale di Ca’ Maitino, ancora identiche a come le arredò Roncalli, è possibile esaminare reperti e testimonianze unici della vita del santo, come la ricostruzione della Cappella Privata che Papa Giovanni aveva nella sua residenza vaticana, il suo letto di morte, il crocefisso che teneva sempre sul comodino, il suo studio, gli arredi originali e la biblioteca. A completare la collezione sono presenti molteplici oggetti appartenuti a San Giovanni XXIII: le fotografie, i manufatti sacri, le sculture, i dipinti, gli abiti, le calzature, le opere d'arte e i molteplici doni che ricevette da ogni parte del mondo.

La residenza estiva del Papa buono è un luogo di tranquillità e spiritualità per tutti. È la dimora in cui Angelo Roncalli pensava di ritirarsi dopo 32 anni di servizio presso la Santa Sede, prima che l’elezione a Papa cambiasse i suoi piani.
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