Diari di un Pellegrinaggio: 300 cuori in cammino verso Roma sulle orme di San Giovanni XXIII

Un viaggio di fede e speranza nel centenario della Consacrazione Episcopale del Papa del Concilio.

Celebrare il centenario della Consacrazione Episcopale di Angelo Giuseppe Roncalli – divenuto poi San Giovanni XXIII, il Papa della Pace – è stata per noi un’occasione straordinaria, resa ancora più significativa dal Giubileo del 2025, indetto da Papa Francesco.

Ci siamo messi in cammino dal Santuario San Giovanni XXIII di Sotto il Monte, terra natale di Roncalli, dal 18 al 20 marzo 2025, per riscoprire le radici della nostra fede sulle orme di una figura che ha segnato profondamente la storia della Chiesa. Il 19 marzo 1925, infatti, nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, l’allora Monsignor Angelo Giuseppe Roncalli ricevette l’ordinazione episcopale dal Cardinale Giovanni Tacci Porcelli.

In quest’anno giubilare, segnato dalla Bolla di indizione Spes non confundit (La speranza non delude), abbiamo voluto rispondere all’invito di Papa Francesco di farci “pellegrini di speranza”. Trecento di noi, provenienti da diverse diocesi lombarde (e non solo), ci siamo uniti a monsignor Claudio Dolcini, parroco e rettore del Santuario di Sotto il Monte, e a don Luca Della Giovanna, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale dei Pellegrinaggi, per condividere questa esperienza di fede, preghiera e fraternità.

Primo giorno: martedì 18 marzo

Siamo partiti alle prime luci dell’alba, quando la strada davanti al Santuario di Sotto il Monte si è riempita di noi pellegrini in attesa dei pullman. Uno spettacolo emozionante: volti sorridenti, valigie e cuori pieni di speranza, un clima di festa e raccoglimento insieme.

Proprio in quel momento, monsignor Claudio Dolcini ci ha rivolto un augurio che ha dato il tono a tutto il nostro cammino:

«Vi auguro un buon pellegrinaggio. Ci auguriamo che siano giorni di gioia, di entusiasmo, di begli incontri e soprattutto di fede e di speranza, perché andiamo per ricordare questo anniversario, ma anche per il nostro Giubileo. Buon viaggio, ci vediamo a Roma!»

Dopo alcune ore di viaggio, siamo arrivati a Roma e ci siamo recati nei Giardini Vaticani, dove abbiamo potuto recitare il Santo Rosario presso la Grotta di Lourdes. È stato un momento intenso e carico di commozione, reso ancora più speciale dalla presenza di S.Em. Card. Angelo Comastri, Arciprete emerito della Basilica papale di San Pietro. Al termine della preghiera, ci ha rivolto parole che ci hanno fatto riflettere sulla bellezza e la responsabilità dell’essere famiglia:

«Sono contento di salutare la vostra comunità, dove è sbocciato questo fiore meraviglioso che è Giovanni XXIII, e vi auguro che ci siano tante famiglie come la sua. Perché il segreto di Papa Giovanni sta proprio nella sua famiglia: lì ha imparato e vissuto la fede. Lui diceva spesso: “Il primo libro che leggono i figli sono i genitori”. Vi auguro che anche voi genitori siate un libro bello, che i figli imparino la storia giusta della vita.»

Nel pomeriggio, abbiamo celebrato la Santa Messa nella Chiesa di San Gregorio VII, presieduta da monsignor Dolcini. Durante l’omelia, ci ha ricordato che il Giubileo è tempo di incontro con la misericordia di Dio e di rinnovamento interiore, sul modello di Pietro che, pur con le sue fragilità, fu scelto dal Signore per «pascere» il suo gregge.

Secondo giorno: mercoledì 19 marzo

Il 19 marzo 1925, il futuro Papa Giovanni XXIII fu consacrato vescovo. Ricorreva dunque il centesimo anniversario di quel giorno decisivo. Sin dal mattino, abbiamo vissuto un susseguirsi di emozioni. Una delegazione di noi pellegrini è stata infatti accolta presso la Segreteria di Stato Vaticana, nel Palazzo Apostolico, da S.Em. il Cardinale Pietro Parolin, che ci ha manifestato la sua vicinanza e stima per la figura di Roncalli:

«Papa Giovanni XXIII, oltre a essere un santo, resta un modello luminoso per tutta la Chiesa, per la sua bontà, la sua capacità di ascolto e la sua vicinanza agli ultimi. Ma è anche un riferimento prezioso per noi che serviamo la Santa Sede, un esempio di dedizione, umiltà e amore per il servizio ecclesiale.»

Subito dopo, ci siamo recati nella Basilica dei Santi Ambrogio e Carlo al Corso, lo stesso luogo in cui, un secolo prima, Mons. Roncalli ricevette la consacrazione episcopale. Una Messa carica di significato ha scandito questa commemorazione, presieduta da S.Em. Card. Mario Grech, Segretario Generale della Segreteria Generale del Sinodo. Nel corso dell’omelia, ha messo in luce il filo che unisce San Giuseppe, Papa Giovanni XXIII e Papa Francesco, invitandoci a essere “sognatori” di speranza:

«San Giuseppe è il modello del credente che ascolta e accoglie i sogni di Dio, permettendo alla storia della salvezza di compiersi. Anche San Giovanni XXIII fu un sognatore, capace di far andare avanti la storia. Il Concilio Vaticano II fu il suo sogno profetico: un’intuizione che aprì la Chiesa al dialogo con il mondo moderno, nella fedeltà al Vangelo. E oggi, Papa Francesco, in un tempo segnato dalla possibilità della disillusione e dello scoraggiamento, ha visto nel percorso sinodale una via di speranza.»

Commemorare in quel luogo il centenario dell’ordinazione di Roncalli ci ha fatto rivivere il momento in cui il Papa del Concilio iniziò il suo ministero, destinato a incidere in modo indelebile nella storia della Chiesa.

Terzo giorno: giovedì 20 marzo

L’ultima parte del pellegrinaggio è culminata con l’attraversamento della Porta Santa nella Basilica di San Pietro, gesto simbolico e sacramentale che ci ha fatto sperimentare la dimensione più profonda del Giubileo: entrare nella casa del Padre per ricevere la sua misericordia.

Un momento di grande raccoglimento è stato il passaggio presso la tomba di San Giovanni XXIII, nella stessa basilica, dove Papa Roncalli riposa in compagnia di tanti Pontefici, a partire dall’apostolo Pietro. Abbiamo sostato in preghiera, avvertendo tutta la forza spirituale di una vita spesa per la Chiesa e per la pace.

A chiudere questo itinerario di fede, la Santa Messa presieduta da S.Em. Card. Mauro Gambetti, Arciprete della Basilica papale di San Pietro e Vicario Generale di Sua Santità per la Città del Vaticano. Le sue parole ci hanno fatto sentire l’abbraccio della Chiesa universale:

«Un caro saluto a tutti i pellegrini provenienti dalle terre di San Giovanni XXIII, sia a quelli convenuti qui dove è sepolto insieme a tanti Papi, a cominciare dall’apostolo Pietro, ma anche a coloro che non sono venuti fisicamente. L’augurio in questo Giubileo della Speranza è che nel vivere tutta la nostra umanità la possiamo, come fa Maria, contemplare e al contempo mostrare, perché dentro di essa, unita a quella di Gesù, entriamo nella vita di Dio.»

E ci ha poi ricordato che Dio, vivo in noi, «ci fa risorgere dai morti» e ci chiama a far crescere la vita divina che abita nel nostro cuore, fino al compimento nella risurrezione.

Tornando a casa

Nel pomeriggio, siamo ripartiti alla volta di Sotto il Monte, portando con noi la ricchezza di un’esperienza che ci ha permesso di condividere preghiera, fraternità e meraviglia. Prima di salutarci, monsignor Dolcini ci ha consegnato un messaggio di gratitudine e di augurio, riprendendo le celebri parole di Papa Giovanni XXIII nel suo “discorso della luna”: “Tornando a casa…”.

Ha voluto ringraziare tutti noi, i suoi collaboratori, Ovet Viaggi per l'organizzazione e i volontari, senza i quali nulla sarebbe stato possibile, e ha sottolineato quanto sia prezioso il ricordo di questi giorni:

«Vi auguro che questo pellegrinaggio ci renda davvero pellegrini di speranza, testimoni di quella pace che Papa Giovanni ha vissuto e annunciato con la sua vita. Ognuno nel proprio quotidiano, con gesti semplici e autentici, può essere segno di luce per gli altri. E in questo cammino scopriremo una grande sorpresa: la gioia che solo il Signore sa donare e moltiplicare.»

Diari di un Pellegrinaggio: 300 cuori in cammino verso Roma sulle orme di San Giovanni XXIII 7 - Santuario Papa Giovanni XXIII

Con questi sentimenti di gioia e riconoscenza, abbiamo fatto ritorno alle nostre case, certi che lo spirito di Papa Giovanni XXIII continui ad accompagnarci nel pellegrinaggio della vita e ci renda costruttori di pace ovunque il Signore ci chiami a testimoniare la nostra fede.

San Giovanni XXIII, accompagna i nostri passi e rendici strumenti di pace.

Fotografie di Marco Miari.

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