Le parole del nuovo parroco e rettore

Sono giorni di attesa e di gioia per la nostra comunità: dopo aver salutato con gratitudine mons. Claudio Dolcini, ci prepariamo ora ad accogliere con affetto il nuovo parroco e rettore del Santuario, mons. Giulio Albani. Condividiamo con voi le sue parole, raccolte nella lettera che ha voluto rivolgere personalmente a tutti noi, come segno di vicinanza e di fraternità.
Carissimi pellegrini,
con gioia e riconoscenza grande al Signore ho accettato la nomina del Vescovo a rettore di questo magnifico santuario a cielo aperto di Sotto il Monte e parroco nelle parrocchie di Sotto il Monte e di Botta di Sotto il Monte.
Sono nato nella parrocchia di Sforzatica Santa Maria, nel comune di Dalmine, dove don Angelo Giuseppe Roncalli dal 17 luglio al 3 novembre 1907 è stato economo spirituale e l’11 agosto ha amministrato per la prima volta il sacramento del Battesimo.
Molte volte sono venuto in pellegrinaggio in questo luogo santo, personalmente e accompagnando le comunità che ho servito in questi anni.
Lascio una parrocchia alla quale sono immensamente affezionato: la parrocchia di Mozzo, che mi ha accolto quindici anni fa e in cui ho vissuto anni belli, impegnativi, ricchi di tante entusiasmanti esperienze pastorali.
Le sono grato e porto nel mio cuore una memoria incancellabile dei volti, delle persone, delle esperienze vissute!
In questi mesi ho pregato il Signore che mi aiutasse a vivere questa scelta come atto di amore. Amore a Lui, anzitutto, perché il servizio pastorale nasce sempre dall’amore concreto per Gesù. Con le parole di Pietro gli dico: “Signore, tu sai tutto; tu sai che, nonostante le mie debolezze, e forse ancor più proprio per queste, ti amo.”
Mi doni il Signore di vivere il ministero pastorale in piena obbedienza a Lui: “Pasci i miei agnelli… le mie pecore.”
Ogni sera, in questi primi giorni di residenza qui nel santuario di Sotto il Monte, nel magnifico Giardino della Pace, chiedo al Signore, per l’intercessione di san Giovanni XXIII, di accompagnare i miei passi; e prego per ciascuno di voi, carissimi pellegrini!
Chiedo al Signore, per l’intercessione di san Giovanni XXIII, che mi doni un autentico amore per ciascuno di voi: a ciascun pellegrino, che con il tempo conoscerò; ai carissimi don Pietro, don Achille, con un pensiero particolarissimo al caro don Angelo; ai cari padri del PIME e ai moltissimi volontari che con passione e cura accompagnano i passi dei pellegrini e si adoperano per un’accoglienza premurosa per ciascuno.
Ripeto con convinzione le parole di san Paolo ai Corinzi: “Noi non intendiamo fare da padroni sulla vostra fede; siamo invece i collaboratori della vostra gioia, poiché nella fede voi siete già saldi.” (2Cor 1,24)
Proprio così. Il Signore mi ha reso partecipe della sua gioia e mi manda per confermare in tutti voi, fratelli carissimi, la consolazione e la speranza che vengono dal suo amore.
Ne abbiamo un bisogno immenso. Nonostante le apparenze, infatti, fatichiamo anche solo a comprendere che cosa sia la gioia e dove la si possa davvero trovare. Inseguiamo illusioni, sogniamo piaceri senza limiti, poi ci troviamo ad aver bisogno di anestetici che tradiscono la nostra tristezza.
Vorrei cercare insieme con voi la gioia che viene non dal possesso di molte cose, non dalla conquista di posti di prestigio, ma dalla costruzione di relazioni rispettose, amicali, fraterne secondo la logica del Vangelo. Se Gesù ha ragione, infatti, la gioia non sta nel liberarsi da tutti i pesi, ma nel portare i pesi gli uni degli altri, nel vivere gli uni per gli altri.
Sono consapevole dei limiti che porto con me e vengo quindi con un po’ di timore. Ma vengo con grande libertà: non ho fatto nulla per avere questo servizio e posso quindi fare appello alla fedeltà del Signore; Lui mi manda e sarà Lui a guidarmi e a sostenermi.
In particolare ringrazio con stima grande e con riconoscenza immensa il carissimo don Claudio, che in questi 14 anni ha servito questo santuario con tutto il suo amore, la sua passione e la sua testimonianza di grande fede, dando grande slancio alla conoscenza e alla devozione per san Giovanni XXIII.
Chiedo a san Giovanni XXIII di accompagnare i miei passi. Dio ci benedica e ci doni coraggio e forza nel cammino entusiasmante che abbiamo davanti.
Mi affido alla vostra preghiera e alla vostra bontà!
Don Giulio







