Pietre di Pace: dal mondo al Giardino di Sotto il Monte

«Della terra la ricchezza più preziosa e più degna di essere ricordata è la pace.»
San Giovanni XXIII, Radiomessaggio per il Santo Natale 1962.
Una pietra può custodire una terra, una storia, una memoria. Può raccontare un luogo lontano e, allo stesso tempo, diventare segno di un legame.
Da questa idea nasce Pietre di Pace, progetto pluriennale del Santuario San Giovanni XXIII: raccogliere pietre nei luoghi del mondo legati alla vita, al ministero e al messaggio di Angelo Giuseppe Roncalli e portarle nel Giardino della Pace di Sotto il Monte.
Non una collezione e nemmeno un monumento da osservare, ma un cammino destinato a crescere negli anni. Ogni pietra porterà con sé una terra, una comunità, un incontro, creando progressivamente una rete di relazioni tra Sotto il Monte e i luoghi attraversati dalla vita di Papa Giovanni.
Un’intuizione già custodita nel Giardino della Pace
Il progetto affonda le proprie radici nella concezione stessa del Giardino della Pace. Fin dalla sua realizzazione, infatti, alcune parti della pavimentazione furono volutamente lasciate libere perché potessero un giorno accogliere materiali provenienti dai luoghi più significativi della biografia di Giovanni XXIII.
Quello spazio attendeva, in qualche modo, queste pietre.
Il progetto nelle parole del suo ideatore
L’architetto Paolo Belloni, progettista del Giardino della Pace e ideatore di Pietre di Pace, ne spiega così il significato:
«Il camminamento perimetrale che conduce fino all’ingresso della Cripta è realizzato con una pluralità di pietre di varia provenienza. Queste pietre, percorse quotidianamente dai pellegrini, rappresentano la pluralità delle culture e dei popoli e la loro partecipazione alla realizzazione del progetto comune della pace.
Nello spazio tra la teca e l’ingresso della Cripta alcune campiture di pavimentazione sono state lasciate volutamente vuote, riempite con ghiaietti facilmente rimovibili, perché potessero diventare “tappeti di pietra” realizzati con materiali provenienti dai luoghi significativi della biografia di Giovanni XXIII. Il pellegrino potrà così idealmente ripercorrere gli stessi luoghi attraversati da Papa Giovanni, creando un ponte con Sotto il Monte».
La pluralità delle pietre diventa così anche immagine della pluralità delle culture, dei popoli e delle religioni: differenze che non vengono cancellate, ma accolte come ricchezza e poste in dialogo, nel solco di uno dei grandi temi del pontificato di Giovanni XXIII e del Concilio Vaticano II.
«Pietre di Pace rappresenta infine un’occasione per attivare e consolidare relazioni umane e istituzionali tra Sotto il Monte, la Diocesi e quella ampia parte del mondo visitata e vissuta da Giovanni XXIII».
arch. Paolo Belloni, progettista del Giardino della Pace e ideatore di Pietre di Pace
Da Assisi la prima Pietra di Pace
Il cammino ha preso avvio da Assisi, città profondamente legata al messaggio di fraternità e di pace di san Francesco e alla storia di Papa Giovanni.
Il 4 ottobre 1962, pochi giorni prima dell’apertura del Concilio Vaticano II, Giovanni XXIII si recò infatti in pellegrinaggio a Loreto e ad Assisi, affidando alla preghiera l’imminente cammino conciliare.
Durante il pellegrinaggio del Santuario dello scorso settembre, la prima Pietra di Pace ci è stata affidata da S.E. Mons. Felice Accrocca, Vescovo di Assisi. Proviene dall’Episcopio di Assisi, accanto al luogo della Spogliazione di san Francesco, e porterà nel Giardino non soltanto la memoria di quel luogo, ma anche il legame nato con la Chiesa e la comunità di Assisi.


Domenica 11 ottobre la posa nel Giardino della Pace
La prima tappa del progetto troverà compimento domenica 11 ottobre 2026, memoria liturgica di San Giovanni XXIII e 64° anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II. Alle ore 16.00 S.E. Mons. Francesco Beschi, Vescovo di Bergamo, presiederà nel Santuario la Solenne Celebrazione Eucaristica in onore di San Giovanni XXIII.
Al termine, nel Giardino della Pace, dopo la Supplica a san Giovanni XXIII, sarà posata la prima Pietra di Pace proveniente da Assisi. Un gesto particolarmente significativo: proprio il Vescovo Francesco, che ha voluto questo Giardino e che vivrà l’11 ottobre la sua ultima grande celebrazione a Sotto il Monte, inaugurerà un nuovo cammino destinato a crescere negli anni.
Una prima pietra, dunque. E l’inizio di un percorso che, luogo dopo luogo e incontro dopo incontro, continuerà a ricordare che la pace non è soltanto una parola da invocare, ma una strada da costruire insieme.







